Rabbia di sabbia

Mi chiudo nella folgorante noia
di una delusa e infausta depressione
m’invento una ragione per sparire
e lascio qui a marcire tutti quanti tranne me
Son stufa di rincorrere la pace,
inutile e infelice, per il bosco dei non so
o trascinarmi addosso
il rebus di una croce-paradosso
che un disgraziato karma un giorno ha imposto.

Da tutta questa illecita miseria
che strozza la mia voce d’impotenza, voglio uscire
disintegrando in mille acrobazie
tutti i poemi che non sono bastati a persuadervi
Gettandomi nel nero di un rifiuto
avete ucciso il canto e le parole
Adesso mi ribello e scelgo il sole
con l’unico espediente ormai rimasto
l’estremo infame gesto coraggioso
che rappresenta un nascere a ritroso.

Mi sentirete poi, se adesso ~ sordi ~
vietate alla mia arte l’espressione!
Vi ammazzerete il cuore di rimorsi
sprofonderete in orridi pantani, mordendovi
le mani dalla rabbia, di aver perduto un lirico tesoro
Dell’oro mio colato resterà
solo un’impronta breve sulla sabbia
di un’arida distesa arroventata
e, come io son morta di ignoranza, asciutta
la mia fonte dai ciechi vostri guai
voi pure nel deserto dell’assenza mia morrete
straziati dal rimpianto
e dalla sete.