GABRIELLA VAI

Nel 1998 prende il via il suo intenso e meraviglioso percorso nel TANGO: diventa «cancionista» e inizia lo studio del genere presso insegnanti privati (Amelita Baltar, Patricia Andrade, Carlos Rossi) e istituti e organizzazioni di Buenos Aires (Tango para Musicos), nonché l'attività concertistica in teatri e locali della Capital Federal (Teatro Goñi, La Forja, El Candido, Radio 2x4, Radio Arinfo) ed europei (Italia, Germania, Principato di Monaco, Svizzera).

Definita come Kommunicationstalent dal quotidano tedesco Wiesbadener Tagblatt, Gabriella canta in 12 lingue e si sente vicina, oltre al tango, alla forma d’arte del Teatro Canzone.

Dal 2002 si interessa al Suono, al suo potere creativo e curativo, agli effetti su corpo e materia; tra le discipline musicoterapiche ed energetiche indagate, è attratta in particolare dal tema di ludicità e ritmo, uniti a suono e voce, come strumento terapeutico (Biomusica di Mario Corradini) e da un approccio sensoriale e funzionale all'attività fonatoria (Metodo Funzionale della Voce di Gisela Rohmert), che sperimenta personalmente su di sé e propone in ambito didattico (laboratori di gruppo e sessioni individuali) e nel contesto di volontariato nella relazione d'aiuto (animazione musicale anziani e bambini e animazione liturgica musicale).
Questa specifica istanza si ritrova inoltre nelle sue liriche, fiorite di ossimori giocosi, volteggianti sequenze fonetiche, ludici esperimenti metrici, pensieri e parole che si rincorrono per disegnare scenari surreali ma eloquenti.
In campo letterario ha all’attivo la pubblicazione di opere poetiche in alcune antologie di scrittori esordienti e il poema spirituale Spes regalis in self-publishing.

Nel 2019 ha quindi pubblicato per la Uno Editori di Torino, il saggio Le Streghe di Yahweh dove formula una teoria forse bizzarra ma credibile sulle origini dell'umanità.
Il libro tratta di temi quali archeoastronomia, inquisizione, folclore, leggende e riferimenti biblici in relazione alla Valcamonica, o Valle dei Segni, proponendo un'ipotesi interpretativa inedita, alla luce della Teoria degli Antichi Astronauti e dell'esegesi biblica secondo Mauro Biglino.
La trattazione è composta da una parte più descrittiva e una più investigativa. La prima comprende una introduzione sul mito e sulla Valle, sul folclore e sulle leggende arcaiche locali, nonché cenni sugli eventi locali relativi alla Santa Inquisizione e Concilio di Trento; nella seconda parte, l’indagine si sposta sulle origini del popolo dei Camuni, tramite leggende popolari, toponomastica, storia e preistoria, mitologia, geoantropologia e dinamiche politico-religiose, e propone parallelismi tra cultura celtica e cultura semitica, analogie tra il mondo ebraico e quello camuno nonché tra il mondo ebraico e quello stregonesco, con la rilettura delle incisioni rupestri della Valcamonica tenendo in considerazione aspetti archeoastronomici e possibili interpretazioni alternative a quella accademica.
Il concetto di strega è analizzato secondo la tradizione ma viene anche proposta una comparazione, motivata, coi cherubini biblici.
Conclude una breve dissertazione su una “misteriosa” incisione rupestre risalente all'Età del Ferro e simbolo della regione Lombardia, denominata "Rosa Camuna", che potrebbe addirittura rappresentare una nave spaziale ovvero la "gloria di Dio" come descritta dalla Bibbia nel Libro di Ezechiele. 

 

Le Streghe di Yahweh - Cover