Suite per Alda

1~Preludio,    2~Cantá-strofe,    3~Cronache Ambrosiane III,    4~Il Puzzle,    5~Il Canto Nudo,    6~Risveglio,    7~Se è vero che ci sei.

~Echi di un incontro interdimensionale~
  

 

1 ~ PRELUDIO

Mi sveglio dal letargo senza fiori
ma con Euterpe che dirige il coro
e lucciole distratte sul cuscino

Milano non mi vizia ma promette
baluginando morbidi richiami

Mezzo quintale d'anni mi convince:
mi gioco in re maggiore e quattro mosse
le pene smisurate del tramonto

Confuse avvocatesse innamorate
han detto “così sia”. E così è
perché, nell'aria intorno ai suoi navigli
una papessa pazza benedice
le mie furenti note dal suo mondo
ed io mi inchino e provo ad obbedire







2 ~ CANTÀ-STROFE

Questa carneficina di certezze
non lascia che macerie in fondo al letto
Meningi in fiamme, debolezza impropria
hanno disposto accordi con l'ignavia

Prendo coscienza, lascio la scommessa
a macerare nel vecchio catino
Mi sale addosso un fremito inumano
che io respingo – ma non so spiegare

Mi accusano di non volermi alzare
non credono agli intimi dolori
che straziano le membra di ogni sogno
Ed io non posso che affrettare il passo

verso l'indifferenza più ostinata
per non sprecare fiato con gli stolti.
Ma come hai fatto, tu, a non morirne?
Dimmi, è la pazzia che ti ha salvato?








3 ~ CRONACHE AMBROSIANE III

Vento forte e treni
Cento gazze in cielo
Qualcuno lontano
pronuncia il tuo nome

La pianura corre
Tutto il resto muore
A braccia conserte
aspetto il futuro

La modestia inganna
Il furore nega
Si sveglia nel sangue
un canto di guerra

La mia gola brucia
Si smarrisce l’alba
Un gesto distratto
ricorda la fine








4 ~ IL PUZZLE

I

Nebbia e sirene
danzando cioccolato e caramello
il sole nella sera che appassisce
un mendicante muto sopra il ponte

Un epitaffio
sgualcisce attese, un artificio ostenta
Tu eri lì ed io non ti ho mai vista
ed ora che ti vedo, non ci sei

Non ti conosco
la vita di mia madre ti somiglia
Non ho, io, orrende danze da placare
ma questo non sconfessa l'assonanza

L’ultima cena
Il dono non comune della musa
Avvicinarsi è come stabilire
un patto dagli sconosciuti ormeggi

II  

Atrocità
di letti non comuni, nella notte
le ‘rondini improvvise’ del terrore
le ‘api furibonde’ del castigo

Dal non compiuto
un angelo di ruvide rincorse
paventa moltitudini d'azzardo
ma io mi muovo ADESSO e non MAI PIÙ

Cantiamo ancora
Bruciamo d’innocenza la sventura
Ci vieni a farmi bella coi tuoi occhi?
Non sento la risposta ma ci credo.

C'è chi si spaccia
c'è chi si specchia in alto e non si vede
Da oggi voglio prendermi sul serio:
onoro i doni lirici e ci sto.








5 ~ IL CANTO NUDO

I
 
Con le attinenze solite e scomposte
falciando le proposte di armistizio
veglio, tra spine di disillusione
cieca m'inganno, livida mi assolvo
Ridondano di profezie ed auspici
le azzurre superfici siderali
ma io non so più decifrarne il tono
se, di ogni prova, ho ancora cicatrici

Un rebelòt di sogni ed espedienti
mi piomba in accozzaglie esistenziali
e, dei talenti morti, il reo richiamo
in un mare fantasma, il cuore annega
Ma, come salvagente avvelenato
tra mostri e svogliatezze, si introduce
un tandem a salvifico ricorso
una proposta, indegna ma sincera

II   

Io, che so fare a meno di me stessa
ma non concludo frasi né stagioni
– perché non ho il coraggio di guardarmi
    o di scendere a patti col supremo
Invoco la tua insania come guida
per scorgere, tra i dubbi, l'essenziale
Sospiro le dimenticate onde
per ritornare, vergine, al mio viaggio

Nel sottobosco del dolore in versi
a certe latitudini d'arcano
noi c'incontrammo, anime disperse
e del furore irriguardose figlie
Sfiorando alienazioni parallele
disconoscendo vincoli ed usanze
abbiamo stretto un patto d'oltremondo
ed io mi farò dea per onorarlo

III   

Restami accanto con il Lume acceso
ché io mi perdo, tra gli umani intrecci
e, di potenti fiamme, l'universo
accenderemo insieme, celebrando.    








6 ~ RISVEGLIO

Respira azzurro-cuore, perdonando
rotola in cielo luci sbarazzine
richiama le commedie dal profondo
e accendi tutto quello che non dico

Mi immagino di averti tra le braccia
evapora una lacrima d’agosto
Sorprendo la me stessa più indecente
a riconsiderare meraviglie

Superba e strana, appari come musa
mi obblighi alla pura introspezione
Dagli archi di una sabbia arroventata
di errori, ti fai vento per destarmi

Ridendo, ti sottrai al tribunale
delle dotte parvenze allucinate
e prendi, senza indugi o precauzioni
le fiaccole più eccelse come pane

Le dita, picchiettando, aprono varchi
Traduci dall’accidia nebulosa
immagini di uno scabroso altrove   
che scagli come frecce benedette

Reclami mille soli innamorati
nel buio, la speranza consumando
Sei quella che non dorme e, nonostante
fai rifiorire il mondo coi tuoi sogni.








7 ~ SE È VERO CHE CI SEI

Se è vero che ci sei
non me lo dire
trasudo luna e sangue dall'attesa
mi intossico di ardore cento idee
e non respiro
dovesse il fiato mio, casomai, svanirti

Se è vero che ci sei
di nuovo e adesso
io non contengo più ali né voce
riapro di leonina intransigenza
ogni speranza resa a silenzio ieri
e canto e volo e rido e sbrano il nulla
che ora mi inchioda a questo alibi-vita

Mi guardo di nascosto dentro il tempo
e mi conosco ma non so chi sono

Se è vero che ci sei
noi parleremo
e dalla notte si aprirà un sorriso.